Pittura di parole, libri di pittura


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Arthink presenta la prima collezione di Arthink-book
12 opere di Francesco Pezzuco.


La pittura di Francesco Pezzuco ha un legame profondo con la parola, che tratta come segni carichi di significati quasi mistici. Il suo rapporto con la scrittura spesso è espresso in modo diretto attraverso la rappresentazione di lettere e numeri sganciati dal loro significato semantico, ma carichi di un profondo valore evocativo. Dal connubio tra una “pittura di parole” e i nostri Arthink-Book, che sono “libri fatti di pittura” nasce questa collezione di 12 opere, libero adattamento dell’autore di lavori provenienti dal ciclo “L’invisibile e il tangibile” realizzati tra 2015 e 2016. Ed è proprio per il forte legame della sua pittura con la parola ho voluto la sua presenza nella collana editoriale Arthink-Book. I frame sovrapposti dell’Arthink-Book creano una tessitura nuova, obbligano l’osservatore ad una chiara presa di posizione percettiva rispetto ai quesiti formali dell’autore. Trasformano la pittura di Francesco in un percorso di episodi circoscritti, iperdefiniti, in contrasto poetico con l’evanescenza e lo spaesamento che l’artista vuole comunicare.

(È possibile ordinare gli A-Book di Francesco Pezzuco da questo sito)

Breve profilo dell’artista,
dice di sé Francesco Pezzuco:


«Nasco nell’arte e vivo d’arte nel luogo del binomio perfetto tra arte e natura, Sperlonga. Il mio è il percorso di un autodidatta. Non ho seguito scuole d’arte, ho sempre preferito il contrario: fare dell’arte la mia scuola. È così da quando ne ho memoria. Mi ricordo l’emozione delle prime scoperte… avevo dieci anni, era il 1967. I resti di Villa Tiberio, nella mia città. Ho sempre saputo quale sarebbe stato il mio cammino, ma l’ho deciso realmente negli anni ’80. In quel periodo stavo facendo esperienze diverse, e improvvisamente mi trovai senza lavoro. Era il momento in cui potevo scegliere, e ho scelto. Ho deciso di seguire la mia vera natura, quella artistica. Del resto avevo già iniziato a creare ed esporre le mie opere. Non seguo modelli particolari, anche se apprezzo molto il pensiero filosofico di Joseph Beyus. Non amo “la bottega” e forse nemmeno la figura del “maestro”, per come in genere viene vissuta nel mio campo. Io vivo la strada. La strada per me è una vera bottega a cielo aperto. Vivo, mi guardo intorno, respiro l’ispirazione. Il rapporto tra uomo e natura è scritto nella biosfera.


Oggi viviamo una contrapposizione, un contrasto, dovuti allo smarrimento dell’identità umana, annichilita dall’egocentrismo e dal disprezzo per l’ambiente. L’uomo… l’uomo è al centro, è il coordinatore delle cose terrene, nel bene come nel male. Ma è allo stesso tempo l’artefice e la vittima di danni irreparabili.

La collezione Arthink-Book.

Nella collezione in Arthink-Book si trovano i temi cari alla produzione di un artista visivo che coniuga decisione espressiva e rigore filosofico. La dicotomia tra uomo e natura, lo spaesamento esistenziale, la necessità di una vera cultura dell’ambiente: il rigore espressivo dell’Arthink-Book (separato in quadri, quasi sequenziabile), esprime al meglio il pensiero di un artista insieme forte e complesso. La collezione è composta da 12 opere, di cui 6 utilizzano il modulo da 18 cm e 6 il modulo da 31 cm.

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